Read Nessuno si salva da solo by Margaret Mazzantini Online

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Delia e Gaetano erano una coppia. Ora non lo sono più, e stasera devono imparare a non esserlo. Si ritrovano a cena, in un ristorante all'aperto, poco tempo dopo aver rotto quella che fu una famiglia. Lui si è trasferito in un residence, lei è rimasta nella casa con i piccoli Cosmo e Nico. La passione dell'inizio e la rabbia della fine sono ancora pericolosamente vicine. DDelia e Gaetano erano una coppia. Ora non lo sono più, e stasera devono imparare a non esserlo. Si ritrovano a cena, in un ristorante all'aperto, poco tempo dopo aver rotto quella che fu una famiglia. Lui si è trasferito in un residence, lei è rimasta nella casa con i piccoli Cosmo e Nico. La passione dell'inizio e la rabbia della fine sono ancora pericolosamente vicine. Delia e Gaetano sono ancora giovani, più di trenta, meno di quaranta, un'età in cui si può ricominciare. Sognano la pace ma sono tentati dall'altro e dall'altrove. Ma dove hanno sbagliato? Non lo sanno....

Title : Nessuno si salva da solo
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ISBN : 9788804608653
Format Type : Hardcover
Number of Pages : 189 Pages
Status : Available For Download
Last checked : 21 Minutes ago!

Nessuno si salva da solo Reviews

  • Maria Pallozzi
    2019-04-11 14:30

    Sono commossa.Non è il capolavoro del secolo, ma di certo non lascia indifferenti.Entra a pieno titolo nella lista dei libri che questa estate mi ha dato un consiglio, una pacca d'incoraggiamento. Oltre le brume della solitudine e del disfattismo.Nessuno si salva da solo. Vale la pena allora provare a ricostruire dalle macerie, e farsi salvare.

  • Chiara Cilli
    2019-04-12 10:40

    Diretto, pieno di rancore e tanta passione.CENERE E FIAMME DI UNA GRANDE STORIA D'AMORE. UN GROVIGLIO DI PASSIONI, BUGIE, VITA.Quando ho liberato la custodia del dvd dall'involucro e ho letto questa frase sul retro, ho sorriso, perché racchiude in pochissime parole questo incredibile romanzo.Era il 12 Febbraio 2015, se non sbaglio, quando, in sala per vedere un film, passò un trailer che tutt'oggi è una pugnalata al cuore, per me.Forse furono le note di Creep dei Radiohead.Forse fu la freddezza mista a rabbia nella voce di Jasmine Trinca.Forse furono le parole che lei e Riccardo Scamarcio si scambiano.Fatto sta che ebbi un crollo emotivo, lì, al cinema, circondata da persone.Fu così che, terminata la proiezione, andai immediatamente ad acquistare il libro.Non avrei dovuto, lo so benissimo, ma ormai conoscete bene la mia sete di storie che mi fanno letteralmente a pezzi. Non amo i romanzi d'evasione, leggeri, che ti fanno staccare dal mondo per qualche oretta. A me piace soffrire.E Delia e Gaetano mi hanno quasi ucciso.Non ho la minima idea di come parlarvi di loro. Sono due protagonisti traboccanti di risentimento l'uno verso l'altro. Verso la vita. Verso quel destino del cazzo che ha riservato loro tanto dolore.Una volta ha detto a Gae le persone diventano semplicemente quello che sono.Ma lei non era questo.Una cena. Un tavolo in un ristorante. Gente tutt'intorno a loro. Cameriere giovani con la pancia scoperta. Una coppia anziana al tavolino laggiù, nell'angolo, appartati, che scherzano e si accarezzano e si amano.E poi loro due.          Un grande amore che ora è svanito.                    Occhi che vorrebbero bruciare quelli da cui non riescono a staccarsi.                              Anime che un tempo si erano trovate, ma che ora non si riconoscono più.— Tu sei meglio di me, lo sappiamo.— Ci vuole poco a essere meglio di te.La crudeltà con cui si attaccano, davanti a quella cotoletta primavera e a quel tortino vegetale, mi ha stroncato. Su un altro lettore probabilmente non avrebbe lo stesso impatto, ma io ho rivisto così tanto di me in Delia, nella sua collera, che avrei voluto poter essere al suo posto e sfogarmi con altrettanta disperazione.— Nessuno salverà te, Gaetano... Quand'è che sei diventato così stupido?Scoprire, con i flashback, l'inizio della loro storia d'amore è stato come un martello che pian piano, senza che me ne accorgessi, picchiettava sul mio cuore e lo riempiva di crepe.— Grazie.— Di cosa?— Di amarmi.Crepe che avevano un unico scopo: disintegrare quel dannato muscolo al centro del mio petto.— Sono simpatico a tutti, sto sul cazzo solo a te.— Gli altri non lo sanno come sei veramente...E' per questo che il loro matrimonio è finito. Cosa diamine è successo? Sono state le bugie? La cruda realtà della vita? I tradimenti? Le gelosie? I piccoli errori che non potevano assolutamente essere perdonati? Cosmo e Nico, i loro figli innocenti? La maniglia arrugginita di uno schifo di bagno in uno schifo di bar? Quel regista di merda? Quei cazzo di denti che non doveva rifarsi? Quello stronzo di dentista incapace e preistorico?Cosa, dannazione?— Non è vero, tu sai amare le donne.— Ho sbagliato tutto.— Con me. Hai sbagliato con me.Come fai a continuare a vivere, dopo aver vissuto un amore come il loro?— Non sono più disposto a soffrire. Mi sono svegliato una mattina e ho detto basta.Ma è davvero così semplice?Si può davvero dimenticare una passione ardente come la loro?— Certo che dobbiamo separarci.— Te ne devi andare.— Me ne vado.Certo che non puoi dimenticare.Era un grande amore, e ci siamo amati tanto. Ci siamo amati...— No, se tornassi indietro...— Non dire questa immensa cazzata. Gireresti i tacchi.— No, rifarei quasi tutto...Allora vai a questa maledetta cena. Non metti gli orecchini con gli occhi. Ti fai bella -- perché? -- e comincia l'ultimo atto.Un solo vincitore.Due sconfitti.— Dillo.— Cosa?— Di' che non mi ami più. Dillo adesso che siamo in pace... così me lo faccio scendere.Gli sorride con quei denti che si sono ingoiati il paradiso.— Non ti amo più, Gaetano.Annuisce e ride con lei... poi i suoi occhi si fermano e si gonfiano di tutto, come quelli dei bambini.— Dillo anche tu.— Io non lo posso dire.— Dillo.— Non ti amo più, Delia.— Lo vedi... lo possiamo dire.Questo è stato il primo romanzo che ho letto di Margaret Mazzantini, e tra me e il suo stile è stato un colpo di fulmine. Ho avuto la sensazione di stare leggendo un vero e proprio copione. E' stato emozionante e ho imparato così tanto. Non so se leggerò mai un'altra sua opera ma, se una delle sue future storie mi chiamerà a sé, come è successo con Nessuno si salva da solo, allora sarò più che felice di lasciarmi trasportare nuovamente dalla sua abile penna distruttrice ♥CONTINUA A LEGGERE...»✤ Leggi la recensione sul blog ✤|| Facebook || Twitter || Pinterest ||

  • Milena
    2019-04-06 08:43

    На фона на "Да дойдеш на света" и дори на "Чуй ме", третата излязла на български книга на Маргарет Мацантини бледнее. Мацантини е вярна на себе си с наситения, телеграфен стил, с кратките, като отсечени, описания на образи и ситуации. Удоволствие е да четеш метафори и алегории като "Делия се огъна до него, омекна като надуваем дюшек, на който е хвръкнала запушалката.", но и те не ми бяха достатъчно, за да харесам книгата. Струва ми се, че в тази книга Мацантини е по-кратка и пестелива на думи отвсякога, а образите й са се получили наистина силни и въздействащи, макар на мен да не ми стана искрено симпатичен нито един от тях. И дотук се налага да свърща с хубавите думи :) Описаната ситуация е безкрайно отегчителна, ежедневна, скучна и битова. Дори имам усещане, че авторката нарочно е избрала това да е така, защото не искам да повярвам, че е толкова ялов писател, че да не успее да извлече и да ни покаже уникалността и различността във връзката на Делия и Гаетано. Двама съвсем обикновени италианци, чиито пътища се срещат, те се влюбват, раждат деца, след което тежестта на ежедневието ги смачква и любовта си отива необратимо. Може би единственото, с което Делия и Гае ми станаха симпатични, е, че са имали смелостта да признаят пред себе си, че вече няма любов между тях и да си дадат възможност един на друг да срещнат нови хора и да осмислят животите си по нов начин. Е, за това се иска искреност и смелост! Финалът на книгата е повече от изтъркан, като отдавна неслушана и захвърлена най-отдолу в чекмеджето плоча. Дори е изненадващо, че някой може да реши да я извади и да я пусне отново, нима очаква, че това на нея все още е интересно някому?! И все пак, за да не е такова хейтърско ревюто, ще кажа, че бих прочела и други книги на Мацантини, ей така, защото просто не вярвам, че жената, написала истинната и откровена до болка "Да дойдеш на света", е вече с пречупено перо.

  • Chiara
    2019-04-07 13:20

    Margaret Mazzantini è un curioso esempio di scrittrice che non riesco a inquadrare. Mi piace? Sì, ho apprezzato molto Venuto al mondo e anche Mare al mattino, anche se con qualche riserva su uno stile che trovo estremamente pesante ed un lessico fin troppo complesso e ridondante. Non mi piace? Mi trovo d'accordo anche a sostenere questo. Non ti muovere mi ha lasciata piuttosto indifferente, se non per alcuni punti che mi hanno provocato un leggero fastidio, un senso di noia latente ed un bramoso desiderio di finire la lettura al più presto (ammetto che ci fossero spunti interessanti, però; questo lo riconosco). Ma in questo caso... in questo caso la questione inizia a diventare seria. Ammetto che bisogna essere sul serio bravi per riuscire a scrivere un romanzo partendo praticamente dal nulla, intrecciando una storia che punta sul nulla, si sviluppa nel nulla e concludendo ancora meno di quanto messo in ballo nelle pagine iniziali. Il suo stile ricercato ed elaborato deve aver permesso alla scrittrice di sorvolare su questa carenza, puntando ad ovviare alla mancanza di contenuti grazie ad una sintassi complessa, un lessico aulico intriso di belle similitudini ed una filosofia disfattista molto convincente se si è in balia di sentimenti tristi o se si è in quella fase della vita in cui "tutto va a rotoli".Però io proprio non riesco a ricordare una sola pagina, una sola frase o una sola riga che abbia saputo dirmi qualcosa, se vogliamo escludere quel "basta, ti prego, non ne posso più" ricorrente più o meno un minuto sì e uno no. Ho finito il libro sperando di trovare qualcosa almeno sul finale, visti i precedenti contrastanti avuti con l'autrice, e invece l'unica cosa che ho trovato è stato un profondo senso omicida nei confronti dei due protagonisti. Pazienza.

  • Jacqueline Wagenstein
    2019-04-24 11:25

    Когато любовта се е изпарила, е излишно да се полива с добро вино и да се прахосват жестове и пари. Може да ви звучи болезнено прозаично, но в тази книга ще разпознаете много от собствените си гримаси, случайни мисли, упреци и притеснения. А ако сте страдали от анорексия, по-добре не я четете. Маргарет Мацантини умее всичко друго, не и дa щади чувствата на читателите си.Запознаваме се с Делия и Гаетано по време на вечеря за двама в италиански ресторант. Решили са да обсъдят нещо, свързано с децата, а може би тайно искат да проверят дали между тях пак ще припламне искра. От авторовите субтитри „под линия” става ясно, че в началото страстта им е била изпепеляваща, а сюблимните им моменти на заедност винаги са били „неформални”, с дюнер в ръка или кестени в хартиена фунийка.Тя е на 35, бивша анорексичка, по занятие нутриционист, но основното й занятие е да се бори с крехката си чувствителност. „Авангардно същество, пропито със съвременни страдания, ала с кротко сърце някъде под широките пуловери.” Той е начинаещ писател, сценарист със смешни идеали, които го карат да се чувства като „Франкенщайн, несретник, съшит от парчета тела, които не си пасват”. Делия се нуждае от разтърсващи емоции, мечтае си да посети Калкута, любимият й писател е Рабиндранат Тагор. Гаетано трупа цинизъм с годините, влюбва се в изчанчените филми, дето „с един ритник могат да те изпратят възможно най-далече от собствените ти лайна”.На терасата мълком се питат кога са развили негативна емоционалност и са се превърнали в самоунищожителен тандем. В озлобени кучета. А дали хората не стават това, което така или иначе са били? В кой момент се ражда желанието да си клатиш ханша в чуждо легло? Толкова много живот. И веднага след това смърт.„И това беше истинската ѝ грешка. Да се затвори само в една любов и да иска всичко от нея. Да се научиш на всичко отначало, да ходиш, да се обличаш, да правиш любов. И бяха си дали всичко, бяха се научили взаимно. Един нов съвместен живот, създаден от две мокри и несигурни същества, като две новородени жребчета, които се надигат на крака и се опитват да се задържат. Те обаче не се справиха. Раздели ги животът, кръвта, която все още пулсираше твърде силно.”Не знам дали „Никой не се спасява сам” е на висотата на намеренията на Маргарет Мацантини, но книгата хваща за гърлото в най-неочаквания момент, стилът на авторката е експресивен, фразите са лаконични и ударни, а захаросаният финал отново ни е спестен. Нищо че историята предполага опит за хепиенд. Който е чел драматичните бестселъри „Да дойдеш на света” и „Чуй ме”, да се готви за още една доза от същото. Урокът тук е много прост: хората трябва да се разделят, преди да стигнат до положението на Делия и Гае. Защото после злото полепва по тях.Материалът е публикуван в: http://lira.bg/?p=103514

  • T4ncr3d1
    2019-04-09 08:34

    "La disperazione rende più umani. Però non insegna a vivere."Appena duecento pagine, margine molto ampio, carattere molto grande, diciannove euro, copertina presa in prestito a qualcuno dalle parti di Deviantart. Tengo in mano il libro, soppesandolo, il pensiero si insinua nella testa e non se ne va via, come un virus si spande, conquista, si impone e domina. E lo riconosco: nemmeno Margaret Mazzantini è esente dalle marchette letterarie.Come definire altrimenti un racconto tirato per le lunghe, allungato oltre la decenza, solo per apparire un romanzo meritevole di venti euro?Spiace dirlo, ma questa è la triste verità. Non è la Mazzantini di sempre, perché non è la Mazzantini intera. Ma veniamo alla storia: una sera, una sera qualunque, una coppia in crisi si ritrova a fronteggiarsi ai poli opposti del tavolo di un ristorante. E tra un pasto e l'altro, si costruisce l'intricato gioco di silenzi, mezze frasi, mezze bugie e mezze verità, mentre ogni occasione è buona per far partire un flashback. Così, di ricordo in ricordo, la Mazzantini ricostruisce il percorso di una coppia in crisi, di un amore finito, con lucidità e durezza. Senza poesia, senza metafore, senza immagini: la verità viene presentata nuda e cruda.E' una storia triste quella che viene rievocata. Triste ed attualissima: la storia di Gae e Delia è la storia di un'intera generazione. E a riprova della indubbia capacità dell'autrice, le basta qualche parola, qualche sporadica riflessione per fare luce sulle ombre della nostra società. Non posso far a meno di citare:Loro appartenevano alla generazione della patacca, del remake. Tutto era già stato provato, si trattava solo di rivisitare, senza un vero nerbo. Vecchie le ferite, le facce dipinte degli emo. Cosa c'era di nuovo? Il sushi da asporto, la festa di Halloween, Facebook. Il sogno di tutta la gente che conoscevano era quello di organizzare eventi. Di anelare a una festa continua sulle macerie di tutto.Delia e Gaetano camminano per le strade di una Roma che la notte pare diversa, estranea, non notano un motorino in fiamme, non notano niente, ogni cosa li attraversa senza lasciarne traccia. Ma la vita è anche altro, è vero: ma quello che la Mazzantini vuole scrivere è solo la cieca disperazione senza via d'uscita, il ripiegamento in se stessi che porta al soffocameto. Si può amare un romanzo (e sarebbe meglio dire, ancora una volta, racconto) del genere? Se ne siete stanchi, stanchi di queste tristi persone senza midollo, stanchi di persone che si piangono addosso, stanchi di persone che vedono solo quel che vogliono vedere, ecco, vuol dire che siete persone normali. Persone sane. O almeno, più sane di quelle descritte in questo racconto. Ma ciò non può in alcun modo togliere i meriti all'autrice. Sua la scelta di scrivere un racconto cieco, senza speranza, compassionevole; vostra la scelta di leggerlo, possibilmente con la giusta ottica. Non leggete Nessuno si salva da solo se vi aspettate veramente la salvezza. Non fatelo. Non sarebbe giusto.Dunque, tre stelline. Una viene meno, perché è indecente lo sporco lavoro editoriale fatto dalla Mondadori: questo non è un romanzo, è un racconto annacquato. Un'altra stellina viene meno perché è una Mazzantini a metà, una Mazzantini incompiuta. Nulla a che vedere con Manola, Non ti muovere, nulla a che vedere soprattutto col mastodontico Venuto al mondo, vero romanzo totale.

  • Marzia
    2019-03-28 07:46

    Come se non bastasse il fatto che la storia in sé lascia parecchio a desiderare, lo stile della Mazzantini distrugge completamente questo libro. Alcune frasi ben scritte, rare figure retoriche degne di nota, il tutto farcito di abbondanti volgarità, un linguaggio eccessivamente colloquiale... così colloquiale e volgare da diventare irreale.I protagonisti del libro, Delia e Gaetano, sembrano figure di nebbia, contorni appena tracciati di 'ragazzi' di trentacinque anni, genitori, che si comportano come dei quindicenni. Mostrano un risentimento - quasi odio - nei confronti dei loro bambini che trovo raccapricciante, e sembrano non pensare ad altro che al sesso.La forma in cui la storia viene 'narrata' è confusa, come un puzzle di cui mancano alcuni pezzi fondamentali. Il modo in cui la Mazzantini abusa dei diminutivi per chiamare i propri personaggi (Gae, Mati, Nico) è degno di un romanzetto per giovani adulti.Ho letto il libro in poco più di due ore, sforzandomi di non metterlo giù, altrimenti sapevo che non sarei mai arrivata alla fine, e quando ho finito di leggere l'ultima pagina, mi sono sentita sporca, e allo stesso tempo immensamente felice che il libro mi sia stato regalato: almeno non ho buttato via quasi 20 euro, insieme a due ore della mia vita.

  • erigibbi
    2019-03-24 15:35

    Dal mio BLOG www.erigibbi.itI protagonisti di Nessuno si salva da solo sono Delia e Gaetano e una volta erano una coppia. Una coppia che si è amata tanto, che ha vissuto con passione la loro storia d’amore, che ha messo al mondo due bambini, Cosmo e Nico, e che ora si sputano veleno addosso. Non sanno dove hanno sbagliato, forse non lo capiranno mai. Si ritrovano a cena, in un ristorante all’aperto, poco tempo dopo aver rotto la famiglia che avevano creato.Questo è il terzo libro che leggo della Mazzantini; i precedenti sono stati Venuto al mondo e Non ti muovere. Era da un po’ che non leggevo qualcos’altro di suo e devo dire che mi ero dimenticata di quanto cruda e violenta fosse la Mazzantini nel raccontare le cose, mi mette sempre addosso molto dolore e un velo di tristezza.È stata una storia molto triste ma non perché succede qualcosa di particolare, bensì proprio per la tristezza dei personaggi. Delia e Gaetano sono sicuramente delle persone molto infelici ma ancora più deprimente è vedere come possano ridursi due persone che in passato si sono amate tanto. Non vorrei mai ridurmi così. Non vorrei mai arrivare ad odiare l’uomo che ho amato, che ho sposato, il padre dei miei figli.I personaggi della Mazzantini, così come lo stile che utilizza, le storie che crea, non sono mai semplici. Forse, a volte, sono addirittura sono troppo complicati.Lo stile poi è riconoscibilissimo. Se aprissi un libro a caso scritto da lei e non lo sapessi, non avrei dubbi sul fatto che riconoscerei il suo tratto, il suo modo di scrivere, di buttare su carta quello che pensa. Si tratta di uno stile particolare, non solo per il modo crudo di dire le cose ma anche per come sono costruite le frasi: risultano sempre molto brevi e non seguono per forza il giusto ordine della tipologia linguistica con soggetto, verbo e oggetto.Sinceramente questo libro non mi è piaciuto tanto quanto gli altri due romanzi che ho letto. Sicuramente è stata una lettura dura da digerire, soprattutto per i personaggi che hanno toccato livelli umani molto bassi e non di certo invidiabili. Se ancora non avete letto nulla della Mazzantini di sicuro non vi consiglio di iniziare da questo ma da Venuto al mondo. Se invece avete già letto altre sue opere potete cimentarvi anche in questa, giusto per farvi un’idea e vedere se Nessuno si salva da solo vi piace più o meno degli altri suoi libri.

  • Rozi Boracheva
    2019-04-07 08:23

    Първата ми (и със сигурност не последната!) среща с Мацантини ме разтърси - романът не е много богат на действие, но за сметка на това те сграбчва за гърлото и ти позволява да изследваш спектър на емоциите си, за който досега може да не си и подозирал. Имах нужда от книга, която да ми повлияе по подобен начин, и и за секунда не съжалявам, че се спрях на "Никой не се спасява сам" за тази цел. Предполагам, че за да я оцениш по достойнство, трябва да си готов за сблъсъка с нея, да си в подходящо състояние на духа, да ти се спира само за да осъзнаеш и превъртиш няколко пъти в съзнанието си прочетеното... и, разбира се, да си обичал. В този случай препоръчвам с две ръце:)

  • Maria Yankulova
    2019-03-29 08:26

    Хареса ми първата среща с Мацантини. Хареса ми и романът, въпреки, че от фенове знам, че е най-слабият. Хареса ми, че въпреки баналната тема е успяла да изгради пълнолръвни образи и ме накара да се пренеса в центъра на емоциите им. До към 60-та страница имах усещане за хаос, но после си дадох сметка, че повествованието е тук и сега в тази вечеря и всичко останало са фрагмени от спомени и събития. Определено продължавам напред, като кулминацията ще ми е “Да дойдеш на света”

  • Нина Божилова
    2019-04-07 10:47

    Рядко си позволявам да чета книги от един и същи автор, непосредствено една след друга. Страх ме е от пренасищане, от това, че няма да мога да се изненадам... Започнах "Никой не се спасява сам" на Мацантини веднага след "Чуй ме" и притесненията ми не се оправдаха. Определено не носи емоционалния заряд на предишната, но това не означава, че е по-малко добра. Сюжет, необременен от шеметно действие. Просто мисли, чувства, страхове на една двойка, неуспяла да съхрани любовта си. Книга за съмнението... Направихме ли всичко, за да спасим себе си, другия, нас...?

  • Callie S.
    2019-03-30 10:18

    Dare un giudizio non è facile, perché la struttura del romanzo (che ho particolarmente apprezzato) è proprio quanto, di primo acchito, induce nel lettore la sindrome del pollice verso (detta anche ma che due palle).Credo che il profilo tecnico della scrittura, questa volta, prenda il sopravvento sui contenuti, mostrando come un'opera possa essere scritta benissimo e, al contempo, fallire lo scopo per lo stesso motivo.Il vero punto di forza di questo romanzo, non a caso, è dato dall'assenza del terzo osservatore e, dunque, di una linea narrativa coerente e di raccordo. Tutto si riduce a uno sfiancante palleggio tra i due protagonisti, senza alcuna possibilità di conoscere una verità che sia unica e che possa per questo essere abbracciata. Questo accade, credo, perché l'oggetto della storia non sono le seghe mentali dei due protagonisti, quanto la loro totale incomunicabilità.Gaetano e Delia si lasciano perché da dirsi non hanno niente: persino il loro recriminare è del tutto asincrono e muove da presupposti che non coincidono.La Mazzantini ha una grande pietas narrativa e conferma una qualità che reputo incantevole almeno quanto rara: il rifiuto dell'emodramma. C'è nelle sue pagine, piuttosto, un'onesta lucidità nel cogliere il tragico del quotidiano e un'attenzione al dettaglio - anche, se non soprattutto, linguistica - sempre più rara nella narrativa italiana contemporanea.

  • Bogdana Tihon
    2019-04-22 14:39

    O carte mult prea reala si cam trista...

  • Malacorda
    2019-04-13 08:43

    Molte recensioni definiscono questo libro volgare, scurrile, triste. Io non condivido questi aggettivi: spostando di un poco il punto di vista, direi che si tratta di un libro crudo, amaro, bello tosto. E il turpiloquio non rappresenta certo la parte più cruda del discorso, io l'ho letto piuttosto come semplice parte integrante della realtà, le parolacce nella letteratura come nel cinema come nella vita quotidiana direi che sono sdoganate da un pezzo.C'è chi critica il senso di squallore che la storia trasmette, ma insomma, guardiamoci intorno, lo squallore è - o comunque può essere - ovunque. Squallore inteso non come evento singolare ed eclatante ma come insieme di tutte quelle piccolezze, di quello sporco della quotidianità che si accumula nella vita di ognuno. Generalmente si tende a scansarlo e a negarlo, nella realtà come nella letteratura, e invece la Mazzantini lo guarda in faccia, lo chiama per nome, se lo rigira tra le mani per studiarne ogni minimo dettaglio. In questo è veramente tosta. Non si tratta nemmeno di una vera e propria storia: sono solo i pensieri e le parole di due persone che non si amano più. La trama è tutta qui. Il discorso di tutti questi pensieri e parole è buttato giù in un corpo unico, senza capitoli e senza scansioni temporali, è sparato sulla pagina con veemenza, come una raffica di mitra, anzi come la raffica di parole che vengono fuori di getto quando si è arrabbiati o disperati. E nonostante questo, il discorso si regge perfettamente in equilibrio, il lettore non si perde nemmeno per un secondo. Quanto al contenuto, certo non è una storia per adolescenti, e non è nemmeno indicata per chi in questo momento è entusiasta di amore o di passione. E' una storia che prova a raccontare di un amore che finisce, e dimostra che in realtà l'amore non finisce affatto, ma sono tutte le altre cose intorno che cambiano e che sottopongono gli amanti a diverse spinte come movimenti tellurici: la fiducia, il rispetto, l'intimità, e persino un certo tipo di odio che riesce a coesistere con l'amore. Il finale non è risolutivo, la vera morale, il senso profondo del racconto è solo nelle riflessioni che la vicenda può avere indotto nel lettore. Io personalmente ho sottolineato questo passaggio:"- Perché non gli hai detto che non siamo credenti?- Non m'andava di deluderlo... e poi in qualcosa credoDelia gli chiede in cosa crede, Gaetano guarda in terra, le mani in tasca ai jeans, - boh - , dice...- Nella catena umana... se stiamo qui insieme ci sarà un senso... tu e io piuttosto che altri due..."

  • Dolceluna
    2019-04-19 10:30

    No. No. E ancora no. Impossibile. Mi è bastato arrivare alla seconda pagina per capire che questo romanzo non può averlo scritto Margaret Mazzantini. Queste frasi brevi e secche infarcite di parolacce, questi personaggi vuoti e questa narrazione senza spessore non fanno parte del suo stile. Lo dico perchè, da sua grande ammiratrice, conosco l'ineguagliabile emozione che la sua scrittura, nei precedenti romanzi, mi ha lasciato, e della quale qui si è persa ogni traccia. Impossibile non accorgersene, è come passare dall'acqua al fuoco, dal nero al bianco. Già mi aveva stupito la pubblicazione di questo libro a pochi anni dall'ultimo ("Venuto al mondo"), proprio perchè so quanto per Margaret la scrittura sia una sorta di "parto", snervante, accurato, profondo, e ora che l'ho letto resto doppiamente perplessa. Non so chi o cosa ci sia dietro questo romanzo, mi sento solo di dire che ricordo benissimo i precedenti romanzi (non ho certo preso un colpo in testa), e che comuqnue una persona non può cambiare stile di scrittura in maniera così radicale. Insomma, qualcosa non mi quadra. Da "Nessuno si salva da solo" salvo solo la volontà di trattare temi forti e vicini a noi, quali la separazione e l'anoressia, ma la scrittura resta una pessima imitazione di quella dei romanzi precedenti. Bocciato.

  • Surymae
    2019-03-26 10:24

    Questo è stato il primo libro di Margaret Mazzantini che ho letto. E se non sarà l'ultimo, è solo perché sono troppo buona per non darle una seconda possibilità. Diversi uccellini mi avevano detto come l'autrice non fosse proprio ai suoi fasti con "Nessuno si salva da solo", e che i picchi della sua produzione fossero ben altri, ma a volte i fan non vogliono altro che le copie spiccicate dei loro romanzi preferiti, e si arrabbiano quando non le ottengono. E poi, la mia collezione di romanzi orrendi ha sempre bisogno di nuovi esemplari.Devo dire di averne trovato uno di tutto rispetto. Ho avuto la netta impressione che la Mazzantini abbia voluto la botte piena e la moglie ubriaca, pretendendo di poter vendere l'anima al commercio ma di ottenere lo stesso successo qualitativo. Una delle (tante, e tutte poco lusinghiere) parole con cui si potrebbe definire "Nessuno si salva da solo" è ruffiano: la solita storia - vecchia dai tempi di "Revolutionary Road" di Yates, ma quello era su un livello decisamente più alto - della giovane coppia in crisi, con contorno di tematiche piuttosto di moda come l'anoressia, un accenno al cancro - che fa sempre la sua figura - l'aborto e forse anche la pedofilia. Non che gli ingredienti in sé siano il problema: combinazioni del genere non sono nuove, ma se lo scrittore fa bene il suo lavoro può sempre venirne fuori qualcosa di buono. Margaret Mazzantini, però, non ne è in grado. Non bastano lo stile scarno che piace tanto oggigiorno, le volgarità gratuite, i flashback mordi e fuggi, le frasi profonde solo nelle intenzioni per rendere un pizzicotto sulla pancia un calcio nello stomaco. Bisogna crederci veramente, per riuscirci, e non sono sicura che l'autrice lo faccia, complice anche il successo letterario e la consapevolezza che il romanzo - già di per sé molto simile ad una sceneggiatura: sarà un caso? - probabilmente diventerà un film. Inutile dire che l'unica cosa che avrebbe potuto salvare un caso critico come questo - l'introspezione psicologica - non è nemmeno pervenuta, perché annacquata dai cliché. Lei, Delia, è la donna forte fuori (e bella, naturalmente, sia mai!) ma complessata e fragile dentro, con un passato da anoressica superato non si sa bene come e qualche altra neurosi da discount. Lui, Gaetano, è come tutti gli uomini di questo genere di romanzi (soprattutto se scritti da donne), e cioè un inetto, un immaturo, che ha il cervello molto più basso di quanto dovrebbe. Guest stars una coppia di vecchietti che ha la sfortuna di cenare al loro stesso ristorante la stessa sera, un'animatrice che naturalmente diventerà l'amante del suddetto Gaetano, i loro genitori e gli sfortunati figli della coppia. Tutti quanti, protagonisti compresi, trattati con la stessa cura, vale a dire zero. Il risultato di tutto questo? Non solo un libro brutto, ma anche mortalmente noioso, il che è ancora peggio. Nessuno si salva da solo, eh? Beh, io cerco di salvarvi dal sprecare il vostro tempo con questo romanzo. Nel frattempo, vado a vedere la Margaret Mazzantini del tempo che fu, sperando che sia meglio di quella odierna.

  • Francesca
    2019-03-24 13:39

    Non sono sicura di quanto questo libro mi sia piaciuto, perché è strano sotto molti punti di vista. È una storia strana perché è la fine di una storia. Non ci viene raccontato l'amore dei dei protagonisti, ma viene ricordato come qualcosa di amaro e prezioso ma, soprattutto, perduto per sempre. Per quanto possa aver apprezzato il libro (è il primo della Mazzantini che leggo), ci sono delle cose che non sono proprio riuscita a mandare giù.In primis il pessimismo troppo tragico dei protagonisti: è vero che si sono amati e ora non si amano più, ma non per questo la vita fa schifo. Tutto finisce, si sa, e se questo è stato il loro Vero Amore non è detto che non ce ne saranno altri in futuro, o che non ci si possa riprendere.Non mi è piaciuto per niente neanche come trattano i figli: dicono tanto di amarli, di volere il meglio per loro, ma in realtà sono due bambole su cui sfogano tutte le loro frustrazioni, le loro paure, il loro essere infantili. Sì, perché Gaetano e Delia non sono cresciuti, sono ancora due adolescenti rinchiusi in un corpo e una vita da adulti, ma gli adulti proprio non sanno farli. Forse è per questo che il loro amore è finito perché, come loro, non è riuscito a maturare, ed è rimasto solo ad una prima fase. Dopo quella è morto.Una cosa che ho trovato davvero di pessimo gusto è stato l'uso senza alcun senso logico del linguaggio volgare. Spesso non c'è davvero bisogno di ricorrere a parolacce o immagini oscene, ma l'autrice lo fa (forse per risultare ancora più cruda nella sua narrazione), risultando però semplicemente volgare.Questo libro mi è piaciuto? Ni.Mi ha fatto capire che a volte gli amori finiscono perché ci si abbandona, non si cresce e non si lotta abbastanza. Si tiene tutto dentro non capendo che così ci facciamo solo male. Se c'è una cosa che questo libro mi ha insegnato è quel tipo di adulto che non vorrei mai essere.

  • Ronnie War
    2019-03-30 09:27

    Non l'ho trovato eccessivamente pesante come alcuni me l'avevano descritto, ma non per questo eccessivamente piacevole. Alcuni passaggi ben scritti, altri assolutamente non necessari, soprattutto alcune espressioni scurrili che, secondo me, potevano essere tranquillamente evitate, e non hanno aggiunto nulla al testo in sé. È scorrevole, la scrittura è semplice, periodi brevi, ma non mi ha trasmesso niente ( forse anche perché non mi immedesimo nei personaggi, che hanno età diversa dalla mia e aspirazioni ben differenti ) . Nel complesso non è un libro da buttare, secondo me, ma neanche da “dover leggere prima di morire”.

  • Simone Macario
    2019-04-19 10:47

    Nessuno si salva da solo è il racconto di una progenie estesa, figlia dei baby boomers; la generazione X, smarrita tra il desiderio di autoaffermarsi e un periodo storico caratterizzato da un rapido revisionismo dei valori sociali (la generazione della patacca, del remake)Un romanzo terribilmente reale che, in maniera diretta, arriva a descrivere con parole scomode le problematiche delle famiglie moderne. Passioni forti che con il tempo evolvono in reciproche intolleranze. Ideali e storie che non ci appartengono davvero, ma che sono ispirate su modelli di vita di altri, e che vorremmo fossero nostre.I protagonisti incarnano tutti gli aspetti negativi e gli errori dei padri, con una disapprovazione che tuttavia non permette loro di intraprendere una strada diversa dalla sola, finora, conosciuta.M. Mazzantini riesce tuttavia a trovare una soluzione. Suggerisce una vita d'uscita. Suggerisce la possibilità che ci possa essere una riconciliazione, tra ciò che è vecchio e ciò che è nuovo: attraverso il riconoscimento della situazione predominante del presente sulle ombre del passato. Io non ti amo più

  • ClaudiaTenenbaum
    2019-04-17 10:31

    Un libro dal retrogusto amaro questo della Mazzantini, che porta con sé il sapore del tempo perso e dei rimpianti portati alla luce attraverso i continui flashback di una ex coppia. Di chi è la colpa quando un amore finisce? Probabilmente della vita stessa. Tutto cambia continuamente e niente rimane statico, perfino noi stessi, senza accorgercene, mutiamo, e con noi i nostri sentimenti. La Mazzantini non muove mare e monti per farcelo capire, tutto si svolge durante una cena al ristorante giacché l'azione non è esterna ma interna ai protagonisti e concerne la loro psiche. I loro moti sono tutti interiori: chi sono diventato? Chi è la persona che ho di fronte, prima così familiare ed adesso così estranea?"Nessuno si salva da solo" non è un libro romantico ma una riflessione sull'amore e i suoi cambiamenti. E quando l'amore finisce, quello che resta da fare è continuare a vivere, avere il coraggio di mettersi in gioco di nuovo: solo così, forse, possiamo salvarci da noi stessi.

  • GONZA
    2019-04-10 13:26

    Libro fin troppo amaro, secco, un calcio in bocca che però lascia un buon sapore, magari perchè aperto alla speranza, seppure in un modo piccolo piccolo, o magari mi piace pensarla così, ma non era l'intenzione dell'autrice. Poco tempo fa parlando delle Correzioni di Franzen un mio amico mi ha detto che il libro era bello e io gli ho risposto che però era triste, a quel punto mi ha domandato quale libro veramente bello non fosse triste; non sono andata oltre i Barbapapà, che per inciso sono dei piccoli capolavori, ma magari ai fini di questa discussione contavano poco. Ecco, sulla scia delle Correzioni, signore e signori Margaret Mazzantini [applausi].

  • Tanya
    2019-04-17 15:25

    Cartea asta este atât de tristă încât pe alocuri e chiar dureros să o citeşti. Subiectul cărţii este unul actual în toate timpurile, cum se trece de la iubire la ură. O relaţie pusă sub bisturiu şi desecată minuţios pentru a căuta acea fisură, acel ceva de unde totul s-a preschimbat. Cum poate o relaţie care părea a fi perfectă, cum poate o fericire atât de degajată să se lase înlocuită de ură? Sau poate, adevărata întrebare nu este "cum" ci "de ce"?Nu eram sigură dacă-i dau patru sau trei stele. O să fie totuşi trei, poate din cauza felului în care este scrisă, (o continuă analiză, cu mici dialoguri presărate pe ici colo(, mi-a plăcut atât de mult.

  • Cecilia
    2019-03-30 09:23

    Alle volte mi chiedo se sia veramente una donna a scrivere questi racconti. La crudezza e il realismo che mette la Mazzantini nei suoi scritti, questo in particolare, sono tanto estremi quanto reali. Guardando dritto in faccia la realtà, senza edulcorarla con falsi perbenismi o romanticismi, la storia di Delia e Gaetano é tanto "squallida" quanto vera e reale, perché solo la realtà sa essere così maledettamente dissacrante. Io apprezzo moltissimo il realismo dei suoi scritti, nel bene e nel male. Ti insegna sempre qualcosa, ti fa riflettere all'inverosimile e non ti illude mai. 

  • Daniela Marconi
    2019-04-20 09:34

    Mette a nudo una generazione che fatica a gestire le emozioni e il libro rende bene il fatto che lo scorrere di una cena viene dilatato dai non detti, dai ricordi che rendono più fragile ogni slancio.Nel definire i personaggi però c'è un eccesso di ripetitività per sottolineare alcuni clichè non sempre essenziali a scatenare questa o quella reazione.

  • Doroti
    2019-03-29 08:24

    Хубава книга. Прекрасни мисли. За живота, любовта, конфликтите, птговорността и бягането от нея, обичането и загубването му, яростта от това и за всичко останало. Обаче краят на историята е зададен съвсем в началото. Ясно, че историята не беше важното, но... В крайна сметка не успях да се влюбя в Маргарет Мацантини, даже и след Да дойдеш на света.

  • Stefania Druga
    2019-04-07 09:28

    È uno sbaglio andare a istinto. Ti porta fino a un certo punto, poi ti molla. Quando cominci a indurirti non hai più nulla, l'istinto muore giovane. Si trasforma in sospetto. E tu resti un semplice ignorante in balia delle tue menomazioni.

  • Patrizia Memoli bracci
    2019-03-27 15:38

    Her worst book. So depressing.

  • Silvana
    2019-04-01 10:20

    tristissimo, pesantissimo

  • Vale
    2019-04-12 13:29

    Ho finito questo libro con uno sforzo immenso, avevo grandi aspettative, ma mi è bastato pochissimo per capire l'andazzo.

  • Alexis Steven
    2019-04-10 13:22

    3.5 en realidad. La cosa es que para mi edad la prosa es mucho para mi.